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DIMISSIONI SALVATORE LUCA' 18 MARZO 2014 DA AKREA SPA

Oggi ho presentato le dimissioni da componente e da presidente del consiglio di amministrazione di  Akrea  spa. Una  decisione che prendo a malincuore ma motivi  strettamente personali e professionali mi impongono questa scelta. Due anni importanti per me ma ritengo anche per l’Azienda che,  nel panorama complessivo delle società multiservizi, è una delle poche aziende sane, senza alcun indebitamento bancario importante  e con crediti  notevoli nei confronti  dell’Azionista di riferimento. Una situazione complessiva buona pur  con problemi di liquidità.
Un’attività intensa  nell’ambito aziendale oltre a un rincorrere le varie emergenze che si sono verificate  periodicamente,  non certo per colpa nostra. L’adozione di una short list per consulenti, l’istituzione dell’albo fornitori, la deliberazione di un nuovo piano industriale , il  progetto sniff sul monitoraggio dell’aria, il rilevamento delle presenze ( si concretizzerà a giorni), la riduzione di tutte le spese di consulenza con l’eliminazione totale  di alcune, il superamento delle  emergenze continue, l’acquisto di nuovi automezzi (da tantissimi anni non si acquistava un mezzo), l’eliminazione di ogni spesa di ospitalità o benefit   a favore del Presidente ( non un euro) e il mantenimento dei costi standard in linea con quanto stabilito dal Ministero competente, malgrado gli ultimi aumenti ( vedi gasolio, adeguamento retribuzioni etc),  sono alcune delle attività principali e  delle deliberazioni strategiche adottate in questo periodo di  mia presidenza.
Certamente Akrea  ha bisogno in primis di sottoscrivere col Comune, contratti di servizio  in linea con le spese reali, di effettuare investimenti importanti  per la sicurezza aziendale  e la possibilità di poter effettuare un servizio unico in Città  ( vedasi raccolta differenziata a carico di altra Impresa),  per ottimizzare veramente le risorse ed erogare servizi di qualità senza alibi per nessuno.  I  nostri Concittadini hanno il sacrosanto diritto di avere una Città pulita e, con alcune  determinazioni che deve adottare l’Azionista di riferimento,  sarà  possibile ottimizzare il tutto. Oggi non è possibile soddisfare le esigenze legittime dei nostri Concittadini per inadempienze  non nostre.
Voglio ringraziare il personale interno e tutti i dipendenti esterni per l’impegno,  la professionalità  e la collaborazione prestatami.  Un grazie a tutti gli organi di stampa per l’informazione corretta sia nei miei confronti che verso l’Azienda.
Un ulteriore ringraziamento  all’Amministrazione Comunale che mi ha voluto,   al Direttore Generale, ai Rappresentanti Sindacali, ai componenti il CDA e al Collegio  Sindacale per il valido e competente supporto umano e  professionale.
SALVATORE LUCA’
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Rassegna stampa: il Quotidiano della Calabria 13/03/2014

luc_dimissioni_akrea
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KR PROVINCIA A STATUTO AUTONOMO: UNA BATTAGLIA CONTRO L'IMMOBILISMO REGIONALE E NAZIONALE

Gli incontri   presieduti  dal Presidente Luigi D’Ippolito e dal Segretario Generale Salvatore Lucà coadiuvati dallo staff della sede centrale, stanno lavorando per completare il quadro dei delegati comunali in tutta la Provincia che dovranno eleggere i nuovo organismi statutari nell’Assemblea del prossimo 5 aprile. Elezione molto importanti che vedrà la nuova squadra di Confartigianato Crotone affrontare i tanti ostacoli in essere con la speranza di traghettare il mondo delle PMI fuori da questa crisi devastante.
D’Ippolito  nel corso degli incontri  ha voluto sottolineare che i delegati territoriali sono figure fondamentali della realtà di Confartigianato perché rappresentano   “personalmente” la Confederazione nella sua mission.
Sono state presentate  le novità e i progetti in itinere di Confartigianato,  dai servizi tradizionali allo  “SPORTELLO ANTICRISI” che proporrà una serie di iniziative importanti  per avviare quella ripresa che oggi tarda a venire. Progetti e confronti continui con la Politica e tutti gli Attori sociali per trasformare le nostre contrade in terra di sviluppo ed appetibile agli investimenti anche da fuori. D’Ippolito ha sottolineato che Confartigianato dal prossimo 5 aprile, eletti i nuovi organismi,  dovrà diventare vero motore propulsore con proposte concrete, al di là delle appartenenze politiche e varie,  che se attuate potranno far risalire la china non solo al nostro tessuto economico ma a tutta la nostra Comunità.
I delegati eletti sono per Castesilano: MAZZEI SALVATORE, per Cotronei,
DE SIMONE GIOVANNI, TETI FRANCESCO, MAZZUCA ROBERTA e AMOROSO ANTONIO, per Cerenzia, DE PAOLA CARMINE, per Caccuri, FAUCI ALBERTO e per San Mauro, PALMIERI PATRIZIA.
SEGRETERIA PROVINCIALE   Salvatore LucàPrendendo spunto da un articolo pubblicato pochi giorni orsono da un giornale crotonese, Confartigianato Crotone vuole dire la sua circa l’idea di attribuire alla nostra provincia il riconoscimento di “provincia a statuto autonomo”, al fine di dotare il territorio degli strumenti idonei per poter  progettare politiche che sostengano uno sviluppo economico stabile e di lungo periodo, senza essere vincolati alle decisioni e ai voleri dello Stato Centrale o della Regione.
In particolare, nella sua nota, Confartigianato Crotone descrive dapprima i problemi che attanagliano il territorio: disoccupazione, criminalità diffusa, reddito bassissimo e potere di acquisto irrisorio, assenza o carenza di infrastrutture e di collegamenti verso l’esterno (strade, ferrovie, porto, aeroporto), difficoltà di accesso al credito (e a condizioni comunque peggiorative rispetto al resto d’Italia), situazione ambientale e sanitaria disastrosa. 
In secondo luogo, nella medesima nota, Confartigianato elenca ciò che la provincia di Crotone offre al resto delle Penisola, pur con i problemi già descritti, senza ricevere nulla in cambio, se non indifferenza e immobilismo: centro di accoglienza e di gestione migranti più grande d’Europa, una riserva marina di ingenti proporzioni, uno dei giacimenti metaniferi più importanti del continente (ad uso e consumo dell’Eni e di nessun altro),  una centrale idroelettrica che produce più del 5% dell’energia nazionale, lo stoccaggio (che dura ormai da anni) dei rifiuti anche per territori al di fuori del crotonese, una storia e delle tradizioni millenarie di non poco conto (di cui il progetto Antica Kroton ne è una prova). Ma soprattutto il cadavere di un ex polo industriale che (ancora in vita) è stato con le sue produzioni al servizio della collettività nazionale e ora (ormai defunto) lascia la sua pesante eredità al solo territorio di Crotone: zinco, nichel, piombo, cadmio, uranio, lembi di terra e tratti di costa resi alla pari della terra dei fuochi, una incidenza di tumori e malattie che supera del 15-20% la media italiana, un impatto di immagine catastrofico per settori quali il turismo e l’agroalimentare con cui il nostro territorio dovrebbe prosperare e crescere.
Alla stregua dei problemi presenti nel crotonese e di ciò che spetterebbe di diritto al nostro territorio, se non altro come risarcimento ai sacrifici sostenuti finora a favore dell’intero territorio nazionale, la nota della Confartigianato continua descrivendo ciò che finora si è fatto (o meglio, “non si è fatto”) per risanare le sorti della provincia: nessun piano sulle infrastrutture, nessun piano di sviluppo per il lavoro e per un accesso al credito che favorisca le imprese, nessun piano per avere dei legittimi ritorni economici data l’ingente mole di gas ed energia generosamente offerta a tutt’Italia, nessuna bonifica in atto per risanare il territorio, nessuna struttura sanitaria adeguata per affrontare l’emergenza causata dalla bomba ambientale.
Le causa di questo immobilismo, secondo Confartigianato, è da attribuire sicuramente ad una classe politica locale poco attenta alle istanze del territorio, ma ancor di più ad una Regione e ad un Governo Centrale che al territorio Crotonese sembrano essere poco interessate. Basti pensare, cosi come già riportato nel succitato articolo che ha aperto tale dibattito, che la provincia di Crotone, in Calabria, è quella certamente più penalizzata e su cui non esiste un piano di sviluppo di medio lungo periodo. Difatti, mentre il crotonese è sempre più abbandonato a se stesso e alle littorine a diesel che ogni tanto “sfrecciano” sul binario unico della ionica, le altre provincie si evolvono: Catanzaro oltre ad ospitare gli Uffici Regionali e l’Università Magna Grecia, è ben collegata all’Aeroporto di Lamezia e alla direttrice autostradale e ferroviaria tirrenica mediante la superstrada DueMari. La provincia di Vibo gode dell’usufrutto del medesimo Aeroporto e dei medesimi collegamenti su gomma e su rotaia,  che ben supportano il settore del turismo, dell’agroalimentare e delle imprese che vi operano. La provincia di Cosenza ospita l’Unical e l’indotto da essa generato, ed è inoltre ben servita dalla stessa struttura logistica succitata. Reggio Calabria ormai si avvia a divenire Città Metropolitana, con i benefici che ne derivano. 
Ed è proprio da questa poca attenzione dedicata al nostro territorio da parte degli enti preposti che, anche secondo Confartigianato Crotone, l’idea della provincia autonoma potrebbe essere un’ottima modalità con cui combattere l’immobilismo e l’inerzia cui Crotone e provincia sono succubi.  La provincia a statuto autonomo porterebbe infatti, in primis, un incremento nelle entrate e nella capacità di spesa (basti pensare ad esempio ai ritorni economici cui si potrebbe beneficiare grazie ad una migliore gestione degli accordi e delle royalties per metano ed energia elettrica); in secondo luogo ed in virtù di tutta una serie di peculiarità e di caratteristiche specifiche del nostro territorio, la provincia a statuto autonomo permetterebbe una gestione oculata  e precisa degli interventi sul territorio da parte di chi, il territorio, lo conosce realmente e ne comprende le vere esigenze. Il tutto senza  più dipendere ne essere vincolati alle decisioni e ai voleri dello Stato Centrale o della Regione che, finora, non sono stati in grado di riconoscere a Crotone ciò che gli spettava: in primis un risarcimento (in termini di bonifica, infrastrutture ed investimenti) per la situazione ambientale in cui versa.
Il prossimo 5 aprile, giorno in cui si terrà l’assemblea Confartigianato per il rinnovo dei propri organismi, conclude la nota, la Segreteria Provinciale presenterà alla nuova Assise associativa un documento programmatico contenente una serie di proposte reali e concrete a favore dello sviluppo economico e sociale del crotonese, da sottoporre subito dopo  alla condivisione di tutti gli attori sociali, politici  e naturalmente a tutti i concittadini.
GIUSEPPE LUCA’
Ufficio Stampa 
Confartigianato Crotone
giuseppe_luca

Prendendo spunto da un articolo pubblicato pochi giorni orsono da un giornale crotonese, Confartigianato Crotone vuole dire la sua circa l’idea di attribuire alla nostra provincia il riconoscimento di “provincia a statuto autonomo”, al fine di dotare il territorio degli strumenti idonei per poter  progettare politiche che sostengano uno sviluppo economico stabile e...


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ELETTI I NUOVI DELEGATI DI CASTELSILANO, COTRONEI, CERENZIA, CACCURI e SAN MAURO

Gli incontri   presieduti  dal Presidente Luigi D’Ippolito e dal Segretario Generale Salvatore Lucà coadiuvati dallo staff della sede centrale, stanno lavorando per completare il quadro dei delegati comunali in tutta la Provincia che dovranno eleggere i nuovo organismi statutari nell’Assemblea del prossimo 5 aprile. Elezione molto importanti che vedrà la nuova squadra di Confartigianato Crotone affrontare i tanti ostacoli in essere con la speranza di traghettare il mondo delle PMI fuori da questa crisi devastante.
D’Ippolito  nel corso degli incontri  ha voluto sottolineare che i delegati territoriali sono figure fondamentali della realtà di Confartigianato perché rappresentano   “personalmente” la Confederazione nella sua mission.
Sono state presentate  le novità e i progetti in itinere di Confartigianato,  dai servizi tradizionali allo  “SPORTELLO ANTICRISI” che proporrà una serie di iniziative importanti  per avviare quella ripresa che oggi tarda a venire. Progetti e confronti continui con la Politica e tutti gli Attori sociali per trasformare le nostre contrade in terra di sviluppo ed appetibile agli investimenti anche da fuori. D’Ippolito ha sottolineato che Confartigianato dal prossimo 5 aprile, eletti i nuovi organismi,  dovrà diventare vero motore propulsore con proposte concrete, al di là delle appartenenze politiche e varie,  che se attuate potranno far risalire la china non solo al nostro tessuto economico ma a tutta la nostra Comunità.
I delegati eletti sono per Castesilano: MAZZEI SALVATORE, per Cotronei,
DE SIMONE GIOVANNI, TETI FRANCESCO, MAZZUCA ROBERTA e AMOROSO ANTONIO, per Cerenzia, DE PAOLA CARMINE, per Caccuri, FAUCI ALBERTO e per San Mauro, PALMIERI PATRIZIA.
SEGRETERIA PROVINCIALE   Salvatore Lucà

luc_confartigianato_2Gli incontri   presieduti  dal Presidente Luigi D’Ippolito e dal Segretario Generale Salvatore Lucà coadiuvati dallo staff della sede centrale, stanno lavorando per completare il quadro dei delegati comunali in tutta la Provincia che dovranno eleggere...
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SOLIDARIETA' AL CONSIGLIERE FERDINANDO MUTO

confartigianatoIl segretario di Confartigianato, Salvatore Lucà, il Presidente unitamente al Consiglio Direttivo esprimono la loro solidarietà al Consigliere Provinciale Ferdinando Muto per l’atto intimidatorio subito la notte scorsa....


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INDAGINE CONFARTIGIANATO SULL’EXPORT

Le PMI Italiane sono, secondo l’indagine Confartigianato, in pole position nella corsa del made in Italy sui mercati internazionali. A spingere i nostri prodotti all’estero sono i settori manifatturieri dove maggiore è la presenza di micro e PMI. In generale un dato confortante che arriva in un quadro ancora nero e improntato alla grande incertezza dell’economia. La vocazione all’export è uno dei tanti punti di forza dell’artigianato artistico e dell’agro alimentare che, nonostante la crisi, riescono a conquistare i mercati esteri con l’alta qualità dei prodotti made in Italy e costituiscono una componente importantissima dell’economia italiana. Oltre 4,1 milioni di piccole aziende, che danno lavoro a più di  14 milioni di addetti, rappresentano il 94% delle imprese al netto del comparto agricolo e impiegano quasi il 59% degli occupati, realizzando il 62% del valore aggiunto. In sintesi, il vero nerbo portante dell’economia del nostro Paese, che, evidentemente per la struttura micro e piccola delle aziende, viene sottovalutata e tante volte ignorata. Fa bene il nostro Presidente confederale Giorgio Merletti a dichiarare: che Italia sarebbe senza la piccola impresa? E’ ora di pensare seriamente al ruolo che le piccole imprese devono avere se vogliamo concretamente avviare la ripresa e di conseguenza bisogna liberarle dai troppi costi  della burocrazia e della fiscalità non più sostenibile. Anche questa indagine dimostra il ruolo importante recitato da tante micro  imprese che dimostrano di poter far affermare il made in Italy perché, malgrado piccole, pensano in grande. Riflettete un attimo se veramente fossero aiutate e supportate dal Governo e dal sistema finanziario, sarebbero una vera forza della natura a disposizione di una nazione in ginocchio che registra una disoccupazione devastante.
L’indagine certifica che le Regioni che brillano maggiormente sono l’Umbria e la    Toscana con aumenti importanti , rispettivamente un + 13,6% e + 8,6%, seguono la provincia autonoma di Bolzano che fa segnare un +8,2%, la Puglia (+5,3%), la Campania (+4,7%), il Friuli Venezia Giulia (+4,1%), il Veneto (+3,8), le Marche (+3,2%) e Lombardia (+3,0%). Purtroppo secondo questo report confederale la Calabria registra un calo del 2,3% che conferma un trend recessivo ormai diventato insopportabile. In questo contesto turbolento, a tenere alta la bandiera made in Italy nel mondo sono soprattutto i prodotti in pelle che mostrano un aumento del 7,1% del valore delle esportazioni. Bene anche il settore alimentare (+5,2%), gli articoli di abbigliamento (+2,8%), i prodotti in metallo e i mobili (+1,8%).
I bassi volumi delle esportazioni delle nostra Provincia, pur in presenza di un piccolo aumento,  sono trainate dal settore enogastronomico dell’area cirotana. A livello provinciale la migliore performance per le vendite all’estero del made in Italy proveniente dalle piccole imprese è quella di Ravenna che, tra settembre 2012 e settembre 2013, ha visto crescere le esportazioni del 43,6%.
Al secondo posto della classifica provinciale per il maggiore incremento di export si colloca Piacenza (+25,3%), seguono Arezzo (+18,4%), Salerno (11,7%), Forlì-Cesena (11%), Firenze (10,6%), Perugia (10,5%), Vercelli (8,6%), Bolzano (8,2%), Alessandria (7,8%), Macerata (6,4%), Udine (6,2%), Modena (6%), Cremona (5,5%), Fermo, Belluno e Milano (tutte tre con il +5,3%).
Salvatore Lucà – Confartigianato Crotone

luc_confartigianato_2Le PMI Italiane sono, secondo l’indagine Confartigianato, in pole position nella corsa del made in Italy sui mercati internazionali. A spingere i nostri prodotti all’estero sono i settori manifatturieri dove maggiore è la presenza di micro e PMI....


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